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Alzheimer

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Alzheimer

Categoria
Neurologia
Creato
Lunedì, 13 Maggio 2013
Amministratori Gruppo
Dario Di Pietro, Isabel Zolli, PGuerci, dalovi
  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    2 settimane

    Un vaccino per l’Alzheimer

    Un vaccino studiato per contrastare la malattia di Alzheimer ha ridotto del 40% l’accumulo di proteina beta amiloide e del 50% quello di proteina...

    Alzheimer
  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    2 mesi

  • Riccardo Antinori Alzheimer
    2 mesi

    Sebastian Brandner, dello University College di Londra ha trovato nuove prove che la patologia da beta amiloide può essere trasmissibile; questo però non vuol dire che lo stesso valga per la malattia di Alzheimer, poiché non hanno trovato quantità significative di proteina tau patologica, l'altra proteina caratteristica della malattia di Alzheimer. Brandner sottolinea che il loro studio è piccolo, e saranno necessarie ulteriori conferme, ma la possibilità di trasmissione della patologia dovrebbe essere una spinta a rivedere le pratiche di sterilizzazione, considerato anche che la neurochirurgia negli anziani, nei quali in genere sono presenti più spesso accumuli di beta amiloide, sta aumentando.

  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    3 mesi

  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    3 mesi

  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    3 mesi

  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    3 mesi

    Alzheimer più probabile se fumi

    Il fumo aumenta le probabilità di insorgenza dell’Alzheimer e di altre forme di demenza. Ne consegue che l’astinenza dal fumo si associa a una...

    Alzheimer
  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    4 mesi

    L’Alzheimer si legge negli occhi

    Ammalarsi di Alzheimer è più probabile per chi è affetto da glaucoma, maculopatia o retinite pigmentosa. A rivelarlo è uno studio pubblicato su...

    Alzheimer
  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    4 mesi

    Un farmaco per l’Alzheimer

    Un nuovo farmaco potrebbe rappresentare un valido alleato nella prevenzione del morbo di Alzheimer. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Università...

    Alzheimer
  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    5 mesi

    GOAL, un progetto per frenare la demenza

    Partito due anni fa, il progetto GOAL (Games for Olders Active Life), finanziato con bando della Regione Toscana, è quasi in dirittura d’arrivo, con...

    Alzheimer
  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    6 mesi

  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    6 mesi

  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    6 mesi

    Un villaggio dell’Alzheimer

    In Francia si sperimenta un nuovo approccio nella cura del morbo di Alzheimer. A Dax, località della regione delle Landes, nasce un villaggio...

    Alzheimer
  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    6 mesi

    Il metodo NeuroAD per l’Alzheimer

    Negli ultimi anni hanno fatto la loro comparsa nuovi metodi tesi ad alleviare i disturbi dei soggetti affetti da Alzheimer. Uno di questi è il...

    Alzheimer
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    6 mesi

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    7 mesi

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    9 mesi

  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    10 mesi

  • Sperelli - ha aggiornato il gruppo Alzheimer
  • Riccardo Antinori Alzheimer
    11 mesi

    Novità per la cura della malattia di Alzheimer.
    Uno studio del Laboratorio di Neuropsicofisiologia sperimentale della Fondazione Santa Lucia Irccs, realizzato con l'Università di Roma Tor Vergata, l'Istituto superiore di sanità e l'Università di Bologna, che ha provato un'associazione dannosa tra proteina Tau e APoE4, un polimorfismo "cattivo". Nel cervello dei malati di Alzheimer, la proteina Tau viene modificata in modo che, invece di adempiere alle sue funzioni normali, formi filamenti che si accumulano in grovigli, danneggiando le cellule nervose. Un'azione nota da tempo, ma della quale non si conosce il meccanismo di interazione con le proteine ApoE, aspetto su cui si è concentrato il gruppo di lavoro guidato da Giacomo Koch.
    Una scoperta importante che potrebbe consolidare un cambio di strategia nella ricerca contro l'Alzheimer.

  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    1 anno

  • Sperelli ha creato un nuovo articolo

    1 anno

  • Isabel Zolli ha creato un nuovo articolo

    2 anni

  • Riccardo Antinori ha risposto a E' possibile che una pec valutata come normale in una persona di 81 anni 6 mesi fa adesso sia valutata con la presenza di placche che fanno pensare all'alzaimer?
    2 anni

    Salve. ..a mio avviso si tratta di demenza senile associata all'età. cosi le ha risposto la dr.ssa Camodeca sulla sua pagina.

Per "demenza" si intende un declino progressivo delle facoltà mentali che in un più o meno lungo intervallo di tempo causa gravi handicap all'individuo. Circa il 70% delle demenze progressive dell'adulto è causato dalla malattia di Alzheimer. I pazienti con la malattia di Alzheimer giungono negli stadi avanzati della patologia a non poter più svolgere nessuna attività autonoma, vivendo uno stato di assoluta dipendenza dai familiari o dal personale sanitario.
La malattia si manifesta inizialmente con amnesie (perdite di memoria), di cui si rendono conto più i familiari che il paziente stesso. Con il tempo altre funzioni neurologiche progressivamente vengono perse, compare difficoltà nel riconoscimento di oggetti usuali (aprassia) con impossibilità di utilizzo adeguato degli oggetti stessi, alterazione dell'umore, alterazione della capacità di giudizio.

 

 

 

Categoria
Neurologia
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Lunedì, 13 Maggio 2013
Amministratori Gruppo
Dario Di Pietro, Isabel Zolli, PGuerci, dalovi
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  • Elisa
    E' possibile che una pec valutata come normale in una persona di 81 anni 6 mesi fa adesso sia valutata con la presenza di placche che fanno pensare all'alzaimer?
    Iniziata da Elisa Mercoledì, 14 Dicembre 2016 1 Risposta

    Salve. ..a mio avviso si tratta di demenza senile associata all'età. cosi le ha risposto la dr.ssa Camodeca sulla sua pagina.

    Ultima risposta di Riccardo Antinori il Giovedì, 15 Dicembre 2016
  • iaia
    Scelta farmaci per la cura dell'alzheime
    Iniziata da iaia Lunedì, 25 Gennaio 2016 1 Risposta

    Tra i farmaci attualmente disponibili abbiamo quelli appartenenti alla famigia degli inibitori dell'acetilcolinesterasi che possono migliorare i sintomi della malattia e rallentarne temporaneamente la progressione, anche se c’è una notevole differenza tra paziente e paziente nel grado di risposta. Tra gli inibitori dell'acetilcolinesterasi ,che vengono attualmente prescritti gratuitamente da centri specializzati ai pazienti con malattia di Alzheimer di gravità lieve-moderata, sono il donepezil (Aricept o Memac), la rivastigmina (Exelon o Prometax) e la galantamina (Reminyl). L'efficacia di questi farmaci è simile, quello che cambia è la modalità di somministrazione (il donepezil va assunto in un'unica dose una volta al giorno, rivastigmina e galantamina più volte al giorno e a dosi crescenti) e il profilo degli effetti collaterali, quali nausea, vomito, diarrea (alcuni di questi farmaci vengono tollerati meglio degli altri, ma dipende sempre da paziente a paziente). Questo è il motivo per cui la dottoressa le ha detto di stare molto molto attenta agli effetti collaterali e di chiamarla subito in caso di problemi. Non c’è da insospettirsi ma solo da chiamarla e farle presente quanto ha osservato. La memantina (Ebixa) è generalmente utilizzata nelle forme medio-gravi e il fatto che contrasti l'accumulo di calcio all'interno del neurone non ha nulla a che vedere con le calcificazioni cerebrali (sono due fenomeni diversi). Per quanto riguarda il Neurassial è un integratore non un farmaco quindi non è stato sottoposto ad un’analisi così accurata sulla reale efficacia.

    Ultima risposta di Prof. Dott. Zelano il Mercoledì, 27 Gennaio 2016
  • zerocom
    Cure contro l'Alzheimer
    Iniziata da zerocom Mercoledì, 02 Settembre 2015 4 risposte

    Grazie mille dott.sa farò venire mia madre a Brescia accompagnata da mio fratello.

    Ultima risposta di zerocom il Giovedì, 03 Settembre 2015
  • Massisalve
  • sara70
    demenza senile
    Iniziata da sara70 Giovedì, 11 Luglio 2013 1 Risposta

    Ci sono molti articoli sul nostro sito:
    Un farmaco per l'Alzheimer avanzato
    Allo studio un medicinale che ripristina le connessioni nervose
    Morbo di Alzheimer_7755.jpg
    Un nuovo farmaco ancora in fase di sperimentazione ha mostrato un'ottima efficacia nel contrasto del morbo di Alzheimer. Si tratta di un medicinale che punta a ripristinare le connessioni nervose danneggiate dalla patologia, e la sua efficacia è già stata testata su modello animale. Il farmaco si chiama NitroMemantine e combina due molecole già approvate dalla Fda americana.
    Lo studio è a firma di ricercatori dell'Istituto di ricerca Sanford-Burnham ed è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).
    www.italiasalute.it/7755/pag2/…

    La marijuana contro l'Alzheimer
    Il THC ne rallenta la progressione

    Possibile prima arma vincente contro l’Alzheimer
    Una molecola alla base della formazione delle placche
    L’origine delle formazioni tossiche nel cervello che causano la malattia di Alzheimer è stata individuata per la prima volta da un gruppo di ricerca italiano, che ha pubblicato su Nature Communications l’importante scoperta.
    www.italiasalute.it/…

    Un farmaco per l'Alzheimer avanzato
    Allo studio un medicinale che ripristina le connessioni nervose
    www.italiasalute.it/7755/…

    e tanti altri...

    Ultima risposta di Riccardo Antinori il Venerdì, 03 Ottobre 2014
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